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1500 metri

30 è un gran bel numero, se ti piacciono i numeri.
Si divide per 2,3,5 e tutti i loro multipli, i multipli sono un sacco di cose a cui pensare.

1/30 si comincia, fa freddino, le braccia non girano, le gambe seguono, il fiato va rotto.
2/30, è 1/15 cominciano a ridursi le distanze, ritrovi una linea di galleggiamento.

1/10, pazzesco come soli 50 mt facciamo la differenza tra 1/15 e 1/10, lo dicevo che 30 è un numero grandioso. Il galleggiamento ora viene naturale, le spalle sono calde e iniziano a farsi sentire i dorsali.
..
5/30 in un attimo siamo già ad 1/6 del percorso. Nella testa la via sembra spianata ma dentro lo sai che è solo l’inizio..questo è il punto in cui rischi di perdere il conto perchè i pensieri vanno per conto loro. Invece è un punto focale perchè dopo soli 50 mt sei ad 1/5..le frazioni hanno in sè sorpresa e meraviglia, ogni volta è come se li riscoprissi da capo.
7/30 una frazione irriducibile, nessun modo di semplificarla; ti sbatte in faccia la metà..30! puoi pure pensare alle frazioni per distrarti ma sempre 30 sono, lì devi arrivare e non se nemmeno a metà.

I 4/15 e i 3/10 sembrano infiniti, di solito comincia a dolere un po’ il fianco, è il momento in cui iniziare a tenere il ritmo, regolare la respirazione e mettersi l’anima in pace. La strada è lunga ma per fortuna arriva una tappa significativa a rincuorare.
1/3 finalmente, una frazione importante, cominci a tirare un paio di somme, se stai esagerano, regoli un po’ il fiato, se le spalle dolgono, chiami in causa le gambe un po’ di più. Il ritmo si è impostato, ormai la testa va per i suoi, su e giù, desta, sinistra, destra-respiro,sinistra,destra,sinistra-respiro.

L’andatura si fa leggera, automatica. Numeri primi 11/30..belli i numeri primi. Sono come punti di riferimento nel percorso tra 1 e 30; sono punti di ancoraggio, non si possono ridurre, non si possono dividere, arrivano sempre più distanti mano a mano che prosegui. Ti aspettano lungo il percorso, nei punti giusti, quando stai per cedere, quando stai per cadere, quando sei stanco o la tua mente si aliena pensando alla tua vita.
La distanza che segue sembra infinita, ti separa da metà del percorsoe cominci a vagare.

15/30 ok, la metà ti risveglia, anche se tendenzialmente un po’ di cose iniziano a dare fastidio, gli occhialini sembrano scavarti le orbite ma più ci pensi e peggio sarà. In acqua sei così solo coi tuoi pensieri che se non stai attento entrano in risonanza mentre sei tu che devi entrare in risonanza, sei arrivato in cima ora è tutto discesa. Non è un modo di dire, dopo la metà inizia a sentirti in risonanza con l’acqua, come se ci fosse un ritmo segreto di cui sei finalmente parte senza sforzo. Resti focalizzato.

17/30 altro numero primo, altra frazione irriducibile. Bene. Una ti ricorda che la metà è ancora lontana l’altra ti ricorda che però sei arrivato anche tu ben lontano dall’1 di partenza e anche da quel 13 che ti aveva visto arrancare e domandarti se poi non è il caso di fermarsi prima stasera.
18/30, 3/5, come suona bene, l’intervallo oltre la metà comincia ad averne una sua dignità misurabile. Il 19/30 è quasi una conferma che stai andando bene, ma ti illude, ti fa pensare che puoi anche cominciare a fare il conto alla rovescia.

20/30, 2/3 – La tentazione è così forte. Ma non devi cedere, il conto alla rovescia è l’inizio della fine, ogni metro ti sembrerà insormontabile. Devi tenere a mente la strada percorsa non quella che resta da fare.

21/30: 7/10 il mio punto di svolta. Sei al 70%, ormai sei nel flow, penso sempre alle tartarughe di Nemo quando arrivo qui..Segui la corrente bello. I pensieri ricominciano a prendere la tangente, il lavoro, le cose da fare, le persone, le angoscie. No! Torna a contare.
Per fortuna c’è un nuovo numero primo dietro l’angolo, il 23. Mi ci aggrappo pensando che il prossimo sarà sulla soglia della fine, dal 23 in poi è forza di volontà, restare concentrati sul nulla, sul respiro, sul ritmo, ignorare il fastidio degli occhialini, ignorare i pensieri che spingono mentre il corpo ha ormai stabilito automatismi che non richiedono controllo.
Se inizio a pensare è la fine, il mio cervello non si svuota mai, il beneficio di tutta quest’acqua non è nei miei muscoli ma nel vuoto pneumatico, asettico e matematico che impongo alla mia mente, pura essenza.

24/30…12/15…4/5 Ora me lo concedo, di pensare alla strada rimasta. Ed è sconcertante che in soli 50 mt si passi da 4/5 a 5/6 sembra una sciocchezza ma è un abisso. In un mondo di infinitamente piccolo è un salto quantico e costa solo un minuto.

27/30, 9/10 Destra, sinistra, destra-respiro, sinistra, destra, sinistra-respiro.

29/30 L’ultimo numero prima, l’ultima frazione irriducibile. Arriva a salutarmi come una vecchia amica sulla soglia, è stato bello averti qui anche oggi, ci sei arrivata in fondo brava. Non hai dato tanto spazio ai tuoi pensieri, alla tua vita, alle tue ansie, alle tue paure, alle tue gioie, ai tuoi sogni ad occhi aperti. Certo qua e là un po’ ti sei persa, forse qualche vasca in più l’abbiamo fatta senza contare. Succede.
Goditi l’ultimo giro di giostra.

A volte l’unica soluzione è tanto cloro e l’estremo, rigoroso silenzio dei numeri.

Mi dovrei viziare

Dovrei viziarmi.

E’ arrivata la primavera ma fiori stavolta non se ne vedono.
Nuove cure, nuovi pensieri e nessun fiore.
Questo inverno è stato lungo abbastanza, ha stancato le mie ossa, il mio cuore e la mia anima.

Ho l’anima stanca, pallida, sfibrata, come il colore della mia pelle digiuna di sole.
La speranza è una condanna.
Sono così stanca. Mi siedo qui e riposo un po’. Andate avanti voi. Fate voi per un po’…anzi fate voi e basta.

Io mi preparo un tè, vi aspetto. Mi ritrovate qui. Magari un po’ meno sfiduciata.

 

Sulla riva cadrò

Si potrebbe fare un bilancio del mio 2017 ripercorrendo le canzoni per cui sono andata in fissa su Youtube.

Anche se qualcune di queste è decisamente imbarazzante.

Gennaio- marzo: canto all’italiana.
Mengoni (che funziona sempre come test di auto valutazione per la tristezza, se riesci ad ascoltarlo senza crollare sei praticamente sereno)
Noemi – sempre adorabile
Tiziano Ferro e Carmen Consoli – che ci volete fare?!
Gabbani – Pace inattesa dopo tanto rumore..

Marzo – Aprile: o la dignità o il reggeaton e io ovviamente ho scelto il reggaeton!
Luis Fonsi – perchè i tormentoni vanno gustati fin dall’inizio
Cubanito 20.02 – eleganza al potere
CNCO – una boy band ci vuole sempre
Maluma – perchè l’amore è una cosa bella però.. dale!
Pitbull e qualsiasi altro scappato di casa abbia fatto qualcosa con lui. Perchè lui è Mr. Worldwide..che altro vi serve sapere?

Maggio:E un po’ di folk per salvare le apparenze
The Lumineers – Ophelia..
Jack Savoretti – l’uomo della mia vita, solo che ancora non lo sa
Lady Gaga – ultimo album pazzesco, just sayin’
Of monsters and men – voglie di Islanda

Giugno- Agosto: elettronica di punto in bianco
Twenty One Pilots – wish I can turn back time..to the good old days
Lucas Graham – guardiamoci indietro insomma
Rudimental – se sei un genio non c’ un cazzo da fare diciamocelo.

Settembre – Ottobre: back to the indie-pop
Shawn Mendes – a quel faccino lascerei cantare qualsiasi cosa..teen aging bitch
Taylor Swift – wannabe
Imagine Dragons – indie come se piovesse
X ambassadors – giusto per non tornare a Mengoni
Ed Sheeran – vedi sopra

Novembre – Dicembre: indie italiano, sarà che è tempo di riflessioni..
Thegiornalisti – after it was cool e chissenefrega!
Calcutta – ad averlo sentito prima invece di ascoltare certi imbecilli
Iosonouncane – l’illuminazione definitiva!
Coez – “da ragazzino ero bravo coi Lego e cazzo è chiaro che adesso mi lego!”, ovvio
Levante – abbandonata tempo fa e adesso riscoperta con le pinze

E’ stata una bella cavalcata questo 2017!! Ha portato solo cose belle, alcune ancora mancano all’appello ma arriveranno.
Cosa mi aspetta nel 2018?

Every songs ends but is that a reason not to enjoy the music?

Buona fine e miglior principio.

 

Forze non conservative e traiettorie chiuse

In fisica, il lavoro è l’energia scambiata tra due sistemi attraverso l’azione di una forza quando l’oggetto subisce uno spostamento e la forza ha una componente non nulla nella direzione dello spostamento.

In particolare il lavoro compiuto da una forza è nullo se questa non ha componenti lungo la direzione dello spostamento o se lo spostamento è nullo.

In particolare una forza si dice conservativa quando il lavoro della stessa su una traiettoria chiusa è sempre nullo; in questo caso, il lavoro svolto è pari alla variazione di energia potenziale tra gli estremi del percorso.

Viceversa se il lavoro di una forza risulta non nullo su una traiettoria chiusa questa forza non è conservativa.

La vita non è conservativa. Dissipa per definizione.

E così ti ritrovi dopo un anno allo stesso punto di partenza, il percorso può essere stato breve, lungo, lineare, tortuoso, efficiente o magari si è avvoltolato su se stesso miriadi di volte. Ma alla fine ti senti di nuovo nel punto in cui sei partito.

La filosofia ti direbbe che tu sei diverso, pantha rei, non ci bagna nello stesso fiume etc etc..

La fisica si limita a dirti che poichè la vita è un campo di forze non conservative il lavoro che hai fatto lungo quel percorso, ancorchè non ti abbia portato dal punto A al punto B, ti è costato un sacco di lavoro. Che è energia.. che è stata dissipata..
Ma poichè nulla si crea, nulla si distrugge e in definitiva nulla va perduto nel sistema si può almeno sperare che quel lavoro non sia stato invano, che abbia cambiato se non te almeno l’ambiente.

E’ quindi va bene, va bene anche se ti senti di nuovo al punto di partenza. E’ valso il viaggio? Forse. Forse quello è il punto di arrivo, forse è il punto in cui devi stare. Fai tesoro del lavoro fatto. La buona notizia è che il tuo potenziale, in fondo, è immutato.