Abitare è qualcosa di spettacolare

Certe case sono belle, sono davvero bellissime, però non sono mai state amate.
Si vede dai dettagli, dai particolari trascurati, da quegli angoli che non si vedono mai.

Li vedono solo le persone che ci vivono, perchè loro la conoscono quella casa.
Gli ospiti non vedono mai, si fermano al  bersaglio grosso, all’evidenza.
Ma chi ci vive lo sa, li conosce i difetti, sa quali debolezze dovrebbe prevenire e cosa dovrebbe fare per prendersene cura.

Ci sono case bellissime ma che non sono amate, e si vede.

Lanterne

Qualche sera fa tornando dalla piscina c’era una lucciola nel giardino.
La prima lucciola che vedo in questa stagione.

E’ arrivato come un pugno allo stomaco il ricordo delle lucciole dell’anno scorso. Sarà stato circa un anno fa, probabilmente giugno. Fresca di rinnovo, di vacanze, di cose belle.

I giardino con mia sorella e due birre aspettando che si facessero vedere. Mi sono ricordata la dolcezza di quella notte, che mi vedeva semplice e tranquilla, grata di ciò che ero e di dove ero. Della mia vita.

Di quella casa, di quella vita e di quella persona non è rimasto niente davanti a questa lucciola nuova.
E’ stato come se quel ricordo non riguardasse me ma qualcuno di molto vicino a me, qualcuno a cui ho voluto molto bene e basta..era come guardarmi dall’esterno conoscendo il finale. Se potessi dire qualcosa a quella me stessa?

Mi piace pensare che mi siederei semplicemente a bermi una birra  e godermi quelle lucciole con lei.

Di quella casa, di quella vita, di quella persona non è rimasto niente ma la lucciola di quest’anno mi ha trovata ugualmente.

Diversamente me, ugualmente grata.

Solo cose nuove

La prima birra sotto il pergolato.
Non credo si possa scordare la dolcezza di una notte come questa.

Così incredibilmente tiepida, un po’ a sorpresa, il sapore di questa birra chiara, “Sleep on the floor”.

In momenti come questi sono così piena di dolcezza e di gratitudine per essere al mondo. Certi istanti hanno in loro un’intriseca perfezione.

Forse domani sarà tutto diverso ma oggi è perfetto, io sono perfetta, sono la Laura giusta nel posto e nel momento giusto.
In momento così è facile, quasi naturale credere che andrà tutto bene e che magari tutto sta già andando nel migliore dei modi possibili.

Valeva la pena attraversare tutto questo per essere qui?
Non credo lo saprò mai.
Ma sono qui e sono felice.

I quaderni della fenice vol I

Mi sono fermata sulla soglia.
5 mesi dopo..ho finito quel quaderno, il primo quaderno della fenice, quello che mi ha visto bruciare, raccogliere le mie ceneri e ricostruirmi un pezzo alla volta.

L’ho terminato proprio ieri..e ora guardarlo mi rende fiera.
C’è tutta me stessa, tutto quello che mi è costato restare ferma immobile al centro della tempesta, non scappare, non cercare di resistere.
Piegarmi e forse anche spezzarmi, chiedere aiuto, rivestirmi della mia fragilità per riconoscermi in essa e conoscermi.

E ritrovo le persone, il senso di gratitudine, la voglia di guardare avanti, le speranze.
E mi vedo ora. Sulla soglia di tantissime cose meravigliose.

Cenere feconda.

Prima. Vera.

La prima.

Arrivata a sorpresa, vissuta bene? Vissuta male?

Andata bene? Andata male?

Un sacco di sorrisi..

Sentirsela fortissimo, benissimo, tantissimo..

La prima. Vera. La primavera.

E ora cosa si suppone che faccia?

Fare, aspettare, lasciare fare…non lo so.

Ma ha importanza?

I fiori non si preoccupano per la primavera..stanno pronti e quella arriva..