Esplorazioni industriali

Officine Reggiane.

Persone. Storie. Quasi 100 anni di lavoro, di fatica, di sudore.
Gru, locomotive, aerei, armi, trattori, silos..
Tempo di scoprire e di riscoprire.

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Un settembrino bagno di sole.

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FE 2014 #1

Finalmente è tornata, conosco molte persone che si lamentano (perché va anche di moda lamentarsi da queste parti) ma io sono contenta quando torna fotografia europea. Perché mi giro la città a piedi, mi vedo un sacco di cose belle o brutte, interessanti o meno; ogni anno imparo qualcosa di nuovo.

E quindi quest’anno è ripartito il mio peregrinare, con ben 2 settimane di ritardo sull’apertura delle mostre ma con ancora un mese davanti. E ho pensato di cominciare con calma, senza informarmi troppo sulle mostre in anticipo e scegliendo di scoprirle sul posto, leggendo tutte le informazioni, le presentazioni e i dépliant mentre guardo le foto e cerco di capire cosa ne penso.

Quindi un po’ per caso sono partita da la mostra di Palazzo Casotti (se ci arrivate da Piazza Prampolini scegliete di andarci non da via della Croce Bianca ma dal vicolo più avanti..il taglio che si apre davanti agli occhi quando il cielo è azzurro come oggi, il sole splende, il fioraio ha la distesa di fiori fuori dal negozio e le cupole di S. Giorgio ti salutano dal viale successivo a me apre sempre il cuore). Questa sede quest’anno ospita la mostra le cui immagini fanno da copertina alla manifestazione, ossia:

Illusionismo Surreale. Fantasie fotografiche del primo novecento in Europa.

A metà tra una mostra di fotografia e una di storia, raccoglie le cartoline fotografiche che andarono di moda nei primi del novecento (1900-1920 ca.) come inizio della fotografia industriale. Cartoline d’amore, d’auguri, paesaggi, star del teatro, star del neonato cinema.

Bianchi e neri, sviluppati in bromuro d’argento, coi colori aggiunti a mano. Con montaggi, fotomontaggi, doppie esposizioni, costumi improbabili e quel surrealismo che nemmeno esisteva come parola ma che adesso non si può non riconoscere.
Giochi di carta e penna, di colla, di foto ri-fotografate, di dettagli con l’aerografo e di porporine per renderle iridescenti.

E’ una mostra che non ti aspetti, molto divertente, piacevole, senza la pretesa di un concettualismo esasperato; mi è sembrata la versione amarcord di certe le foto pazzesche super ritoccate e super artefatte che si vedono sui social network ma che un secolo dopo tutto sommato generano più sorrisi che derisione.

Lungo il filo spinato

La miseria che c’è qui è veramente terribile, eppure alla sera tardi quando il giorno si è inabissato dentro di noi, mi capita spesso di camminare si buon passo lungo il filo spinato e allora dal mio cuore s’innalza sempre una voce: non ci posso far niente, è così, è di una forza elementare e questa voce dice: la vita è una cosa splendida e grande, più tardi dovremo costruire in modo completamente nuovo. Ad ogni nuovo crimine e orrore dovremo opporre un nuovo pezzettino di amore e si bontà che avremo conquistato in noi stessi.

Etty Hillesum

Tentativi

Ho un amico, questo amico, chiamiamolo  C., ha scelto una strada per il suo futuro.
Una strada complicata in salita, per arrivare a destinazione prevede un lungo cammino e una severa preparazione; non è solo questione di conoscenze ma anche di capacità, di lavorare su se stessi, di apprendere sul campo l’elasticità e allo stesso tempo il rigore.

In tanti momenti io avrei gettato la spugna, di certo non sarei in grado di portare avanti un impegno così gravoso; ognuno ha la sua via da tracciare ma certe via sono più impervie; richiedono una rinuncia a sè stessi e uno spirito di sacrificio enorme. O forse amore..

Io spero con tutto il cuore che possa tracciare la sua via, come spera, come desidera.
Spero che le amarezze e gli scoramenti non fermino l’entusiasmo e il calore che lo anima.
Io tifo per lui.

 

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Riti editoriali secolari.

Un mese dopo..

Un mese dopo, case distrutte.

“Come stai?”

“Sei tornata a casa?”

“Avete paura?”

“Il lavoro dei tuoi?”

“Beh, dai un passo alla volta”

Il concerto, la cena, i fondi.

La pubblicità di Radio Bruno sono meglio della sua musica.

Il negozio x che riapre, il negozio y che si è trasferito ma riapre.

L’azienda che si è spostata, quella che ha messo su la tensiostruttura. Messaggi di speranza. Piccoli passi. Un supermercato ha riaperto a Mirandola. Un po’ alla volta si riaprono le vie del centro, dieci metri alla volta ma è già qualcosa.

Forza ragazzi!!