Abitare è qualcosa di spettacolare

Certe case sono belle, sono davvero bellissime, però non sono mai state amate.
Si vede dai dettagli, dai particolari trascurati, da quegli angoli che non si vedono mai.

Li vedono solo le persone che ci vivono, perchè loro la conoscono quella casa.
Gli ospiti non vedono mai, si fermano al  bersaglio grosso, all’evidenza.
Ma chi ci vive lo sa, li conosce i difetti, sa quali debolezze dovrebbe prevenire e cosa dovrebbe fare per prendersene cura.

Ci sono case bellissime ma che non sono amate, e si vede.

I quaderni della fenice vol I

Mi sono fermata sulla soglia.
5 mesi dopo..ho finito quel quaderno, il primo quaderno della fenice, quello che mi ha visto bruciare, raccogliere le mie ceneri e ricostruirmi un pezzo alla volta.

L’ho terminato proprio ieri..e ora guardarlo mi rende fiera.
C’è tutta me stessa, tutto quello che mi è costato restare ferma immobile al centro della tempesta, non scappare, non cercare di resistere.
Piegarmi e forse anche spezzarmi, chiedere aiuto, rivestirmi della mia fragilità per riconoscermi in essa e conoscermi.

E ritrovo le persone, il senso di gratitudine, la voglia di guardare avanti, le speranze.
E mi vedo ora. Sulla soglia di tantissime cose meravigliose.

Cenere feconda.

(E?)voluzioni

Prima mi sarei fatta meno scrupoli; ora abbiamo tutto tanto da perdere o crediamo che sia così perché sentiamo di avere perso tanto.

Si legge nei sorrisi, negli sguardi. C’è molta più innocenza ora di quando avevo 20 anni, più pudore, forse perché abbiamo accumulato scheletri negli armadi, abbiamo cose di cui ci vergogniamo.

E ci guardiamo negli occhi senza sapere come fare per farci bene senza farci troppo male, senza strappare le pezze che ci siamo faticosamente cuciti addosso per tenerci insieme. E vorremmo guardarci apertamente, toccarci, assaggiarci senza abbassare lo sguardo ma non siamo più capaci.

Siamo animali goffi e imbranati, pieni di acciacchi e cicatrici e tenerezza; pensiamo di avere tutto da perdere anche se non abbiamo proprio niente.

E fu sera e fu mattina..61

“Insegnaci a contare i nostri giorni,
e giugeremo alla sapienza del cuore”

Salmo 90

Questa rosa si è dimenticata dell’inverno, del freddo, delle prime gelate.
Ha deciso di fiorire comunque, di non rinunciare a profumare, a illuminare di colore un giardino spoglio, di non rinunciare a godersi anche l’ultimo pallido e tenero sole mattutino di dicembre.

Ma lo sa che a dicembre le persone stanno chiuse in casa, non escono a guardare le rose..non si fermano ad annusare l’aria che sa di nebbia e smog. E non basta una rosa per cancellare quell’odore dalle narici e il grigiore dagli sguardi. Forse a questa rosa nessuno l’ha spiegato. Forse invece lo sa..ma in fondo, avrà pensato, se sei una rosa che puoi fare di diverso?
Cosa puoi fare se non fiorire, se non illuminare, se non pungere?
Può l’inverno essere una ragione sufficiente?
Non ci sono forse inverni in cui vale la pena fiorire lo stesso, esaurirsi nel fiorire, consumarsi, fiorire e colorare e profumare a morte? Che poi quanti inverni ci restano? E se fosse l’ultimo non avresti voluto vincerlo sbocciando?

A volte la sapienza del cuore è  accettare l’impotenza, di essere solo una rosa in inverno e fiorire lo stesso, di mettere tutta te stessa, di avere tutto il coraggio che serve, tutta la pazienza che esiste e tutto l’amore che possiamo bruciare.
Chi lo sa se la sapienza di una rosa non sia tutto quello che serve per il nostro cuore?
wp_20161209_002

Giardini d’inverno

A te si giunge solo attraverso di te.

A te si giunge solo
attraverso di te. Ti aspetto.

Io certo so dove sono,
la mia città, la strada, il nome
con cui tutti mi chiamano.
Ma non so dove sono stato
con te.
Lì mi hai portato tu.

Come potevo imparare il cammino
se non guardavo altro che te,
se il cammino erano i tuoi passi,
e il suo termine
l’istante che tu ti fermasti?
Cosa ancora poteva esserci
oltre a te che mi guardavi?

Ma ora,
quale esilio, che assenza
essere dove si è!
Aspetto, passano treni,
il caso, gli sguardi.
Mi condurrebbero forse
dove mai sono stato.
Ma io non voglio i cieli nuovi.
Voglio stare dove sono già stato.
Con te, tornare.
Quale immensa novità
tornare ancora,
ripetere, mai uguale,
quello stupore infinito!

E finchè tu non verrai
io rimarrò alle soglie
dei voli, dei sogni,
delle scie, immobile.
Perchè so che là dove sono stato
nè ali, nè ruote, nè vele
conducono.
Hanno tutte smarrito il cammino.
Perchè so che là dove sono stato
si giunge solo
con te, attraverso di te.

P. Salinas

Io e le mie 4 spine.

Just saying

Ho provato a smettere di scrivere, per vedere se ci stava tutto dentro la mia testa, dentro al mio cuore, dentro ai miei pensieri.

Ma ho smesso di dormire, di nuovo.
Ho cominciato a parlare da sola, con te. Cioè con te anche se non ci sei..

(e quella notte su quella strada buia, un anno fa, con questa canzone e le stelle..chi eri?)

Non ci sono sconti, non ci sono scorciatoie, nessun black friday per rendere il dolore scontato, per svenderlo. Invece all’amore capita sempre.

Tutto questo io vorrei chiamarlo coraggio, questo silenzio, questo rialzarsi in piedi, questo tenermi stretta, questo chinarsi a cercare briciole di cuore negli angoli più remoti.

Vorrei chiamarlo speranza.
Ma la speranza è una condanna a fine pena mai e io vorrei solo un po’ di Grazia.

 

Se tacete, tacete per amore. Se parlate, parlate per amore. Se correggete, correggete per amore. Se perdonate, perdonate per amore. Sia sempre in voi la radice dell’amore, perché solo da questa radice può scaturire l’amore. Amate, e fate ciò che volete.
L’amore nelle avversità sopporta, nelle prosperità si modera, nelle sofferenze è forte, nelle opere buone è ilare, nelle tentazioni è sicuro, nell’ospitalità generoso, tra i veri fratelli lieto, tra i falsi paziente. E’ l’anima dei libri sacri, è virtù della profezia, è salvezza dei misteri, è forza della scienza, è frutto della fede, è ricchezza dei poveri, è vita di chi muore. L’amore è tutto.
S. Agostino

Favole della buonanotte

Ho inventato una fiaba.
Una fiaba della buonanotte credo.

Più che inventarla l’ho scoperta, mi è germogliata tra la testa e il cuore senza che facessi niente. Credo fosse per lì per te..nessun mago vegano però..

Fiori invece, molti fiori.

Il più bel regalo che mi hai mai fatto non lo posso toccare, non so nemmeno come è andato a finire ma il solo pensiero mi fa ancora sorridere il cuore più di qualsiasi altra cosa.
Forse scriverò la scriverò o forse la racconterò a me stessa prima di dormire..
Tu che faresti?

“Le fiabe non insegnano ai bambini che i draghi esistono, i bambini che i draghi esistono lo sanno già, le fiabe insegnano ai bambini che i draghi possono essere sconfitti coccolati!”