Cose che non ho il tempo di chiedermi

Dall’ultima volta che ho scritto WordPress è diventato molto più dinamico e pieno di animazioni e onomatopee simpatiche; immagino che questo renda l’esperienza di blogging più divertente, più interattiva o più semplice..
Ci sono cose che dovrei avere il tempo di chiedermi, ma non lo trovo mai questo supposto tempo, tipo esiste un galateo dei blog?
Non tanto quella che in gergo si chiama netiquette quanto piuttosto una sorta di civile cortesia 2.0.. un po’ come andare al bar con qualcuno e offrirsi di pagare il conto, non è obbligatorio ma ogni tanto sta bene farlo, oppure tenere la porta aperta a chi entra dopo di te in un luogo pubblico.

Insomma..se qualcuno commenta il tuo blog tu devi commentare il suo? O visitarlo? O magari ricambiare qualcosa?
Perchè non me lo sono mai chiesto..e in certi sabati sera in cui resti a casa per recuperare settimane infernali finisci per farti tutte le domande che il tuo cervello (probabilmente con sacrosanta ragione) ritiene banali e francamente superflue rispetto al mare di preoccupazioni che ci attanaglia.

Succede se capiti in periodi come questo; nei quali tutto viene accelerato e le cose finalmente accadono, non una alla volta come ci augurerebbe ma tutte insieme e ti costringi a scegliere e riesci a volte, per istanti brevissimi e quasi inconsapevoli, a intravedere l’ordito su cui stai tessendo la trama della tua vita. E il più delle volte vai per tentativi, a tentoni, augurandoti che alla fine ne venga qualcosa di buono; non si pretende un capo di alta moda ma almeno una coperta calda. Ma in quegli istanti la chiarezza sembra possibile, sembra alla nostra portata alzarci al di sopra del telaio e valutare il lavoro fatto e cominciare ad intuire la piega che forse prenderà..e sorprenderci nel vedere che quello che pensavamo fosse un poncho peruviano sta divenendo in realtà una tenda di broccato o una tovaglia di lino.

Ci sono istanti di preziosa chiarezza in cui possiamo anche prenderci il lusso di porci domande superflue, lasciando per un attimo le ricerche di senso e cercando di avere fiducia. E a me capitano sotto forma di sabati sera di “noia”.

Social Book Day&friends

Poco tempo fa girava sui social network una catena che ti invitava a pubblicare i dieci romanzi che ti hanno cambiato la vita..e che nella maggior parte dei casi diventava un sfoggia i romanzi che hai letto, se sono classiconipazzeschi meglio così sembri molto più figo.
Come se a cambiarti la vita possano essere dieci classici tomi fermaporta..

Nessuno arriva ad amare Le memorie di Adriano o Madame Bovary se prima non c’è stato un Geronimo Stilton qualunque che gli ha fatto venire voglia di leggere ancora e ancora.. e di averne altre di pagine..

Nessuno si strugge per Heathcliff o per Emma se prima non c’è una qualche Moccia o libro delle Ragazzine (per chi non li conoscesse o non se le ricordasse..meritano sempre un tuffo nel passato e molte risate) che ti fa capire che a te le storie d’amore tormentate piacciono inesorabilmente.

Molti classici possono cambiarti la vita..ma non da soli. Indi per cui ho lasciato perdere quella catena (che però come si può vedere mi ha fatto venire un po’ di orticaria..chiamiamolo snobismo? Ok, sia pure..). Ma oggi è il social book day, che non so bene cosa voglia dire ma è una scusa per parlare di libri perciò ben venga.

Ecco, allora, in onore di questa ricorrenza i libri che mi hanno cambiato la vita:

1. Le avventure della Mano Nera

2. Terza Generazione

3. La Bibbia

4. PopCo

5.Se una notte d’inverno un viaggiatore

6. Le città invisibili

If it wasn’t for you

I’ll be alone

Ci sono persone che..

Ci sono persone con cui puoi dire la verità.
E non parlo delle profonde verità sui noi stessi o sulla vita. E’ qualcosa di più simile all’essere veri.
Ci sono persone con cui puoi essere snob o dire cattiverie o dare sfogo a quei lati di te antisociali che normalmente sarebbe bello tenere sotto controllo.
E puoi sentirti superiore e dare sfoggio di quelle parti di te che se ne stanno chiuse in un ripostiglio per mesi, sapendo che saranno accettate, sdrammatizzate e comprese non come difetti ma come sfumature di umanità.
Servono persone che siano come un week end di vacanza dopo mesi e mesi di duro lavoro.
Conoscere persone così è una terapia per l’anima!

Confessioni

Tu vai da uno e pensi: “Voglio dirgli questa cosa”. Ma perchè? L’impulso è che, confidandoti, tu possa provare un po’ di sollievo, Ed è per questo che dopo ti senti malissimo: hai provato un po’ di sollievo, e se la cosa è davvero tragica e terribile non va meglio, va peggio; l’esibizionismo inerente alla confessione ha solo reso più profonda l’infelicità. Lo Svedese l’aveva capito.”

Philip Roth

“Pastorale Americana”