Al mio 3

E’ tutto facile.
Finchè non te ne frega niente.

E se fosse un campo di grano?

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C’era una volta..

Cose che non ti dirò:

  • ho segnato le mie prime ore di straordinario, riunione alle 17, tu ne sai qualcosa. Stavolta l’ho fatto, segnate. Ero un po’ fiera di me. Lo sei anche tu?
  • ho visto Doctor Who lunedì pomeriggio, avrei voluto mandarlo a te quel messaggio stavolta.
  • la Chiara mi ha portato del gelato che io avrei voluto mangiare con te, ma le sono infinitamente grata.
  • continuo a pensare al tuo regalo di compleanno.
  • un mese fa io, te e un selfie con uno struzzo di plexiglass..quanto vorrei tornare indietro.
  • a forza di vedere i miei occhi rossi anche S. al lavoro mi tratta con gentilezza. Piccole conquiste. Di cui farei a meno.
  • devo mettere a dimora i gigli e i tulipani che abbiamo preso insieme.
  • C&L ora vivono insieme, è ufficiale, ma chissà quando potremo dare una sbirciatina nella casa finalmente pronta.
  • Non sono ancora riuscita a tornare in piscina, molto male. Ho paura di andare a fondo con tutto questo vuoto dentro. Imbarco acqua. Si può annegare a partire dal cuore? E tu resti a galla?

La verità è che vorrei dirti ogni piccola banalità che mi succede, che mi fanno arrabbiare, che mi fanno ridere. E non lo faccio. Cerco di amarti abbastanza da non farlo. Faccio bene? Scrivo qui, per provare a dissipare la nebbia, ad abbandonare qualche peso, a riprendere quota. Faccio male?

E più di ogni altra cosa vorrei dirti:

“Raccontami una storia, amore mio…”

Domande da inchino

Jostein Gaarder ha scritto tempo fa un libro “C’è nessuno?”, si tratta di quei pochi rari libri per bambini e per adulti, che dovresti rileggere ogni anno perchè tu sei un po’ più grande, il libro un po’ piccolo e ti sembra di vederci sempre qualcosa di nuovo.
Come il Piccolo Principe o Oscar e la dama in rosa..
In questo libro uno dei protagonisti si inchina alle domande importanti, quelle significative, che costringono l’interlocutore allo sforzo per trovar una risposta, meglio ancora se la risposta non esiste o non si sa dove cercarla.
Non si inchina mai alla domanda, perchè la domanda è solo l’arrendersi della ricerca.
Ci sono tante domande a cui vorrei inchinarmi. Auguriamoci di sentircele porre.