Certamente non volare..

“E così la desinazione ha importanza? O ce l’ha il sentiero che prendiamo? Io dichiaro che nessun risultato ha la stessa importanza della strada usata per raggiungerlo. Noi non siamo creature di destinazioni. E’ il viaggio che ci forma. I nostri piedi callosi, le nostre schiene forti per aver portato il peso dei nostri viaggi, i nostri occhi aperti con la gioia recente di esperienze vissute.”

“La via dei re”,
B.Sanderson

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E fu sera e fu mattina..61

“Insegnaci a contare i nostri giorni,
e giugeremo alla sapienza del cuore”

Salmo 90

Questa rosa si è dimenticata dell’inverno, del freddo, delle prime gelate.
Ha deciso di fiorire comunque, di non rinunciare a profumare, a illuminare di colore un giardino spoglio, di non rinunciare a godersi anche l’ultimo pallido e tenero sole mattutino di dicembre.

Ma lo sa che a dicembre le persone stanno chiuse in casa, non escono a guardare le rose..non si fermano ad annusare l’aria che sa di nebbia e smog. E non basta una rosa per cancellare quell’odore dalle narici e il grigiore dagli sguardi. Forse a questa rosa nessuno l’ha spiegato. Forse invece lo sa..ma in fondo, avrà pensato, se sei una rosa che puoi fare di diverso?
Cosa puoi fare se non fiorire, se non illuminare, se non pungere?
Può l’inverno essere una ragione sufficiente?
Non ci sono forse inverni in cui vale la pena fiorire lo stesso, esaurirsi nel fiorire, consumarsi, fiorire e colorare e profumare a morte? Che poi quanti inverni ci restano? E se fosse l’ultimo non avresti voluto vincerlo sbocciando?

A volte la sapienza del cuore è  accettare l’impotenza, di essere solo una rosa in inverno e fiorire lo stesso, di mettere tutta te stessa, di avere tutto il coraggio che serve, tutta la pazienza che esiste e tutto l’amore che possiamo bruciare.
Chi lo sa se la sapienza di una rosa non sia tutto quello che serve per il nostro cuore?
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week END

Chi ha dato il permesso a tutto quanto di continuare come se niente fosse?

Ho visto le foto del viaggio di nozze. Che cieli.

E ho ti amato intensamente insieme a tutti i cieli che non vedremo, i viaggi che non faremo, i ricordi che non avremo e che io custodivo già da qualche parte segretamente “tra l’ombra e l’anima“.

Perdere il controllo

Quando sono tornata dall’Erasmus ho perso una persona cara.
Credevo di avere tutto il tempo del mondo. Avevo sempre amato viaggiare, spostarmi con qualsiasi mezzo di trasporto, gli aerei, le navi..
Ora non riesco più, non riesco a non avere paura. Forse mi sento in colpa, forse mi sono sentita in colpa molto a lungo per essermene andata e preferisco prendermela con dell’incolpevole acciaio per la mia assenza.

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L’unico controllo che posso permettermi è quello di tenere duro, perchè vale la pena di coltivare la meraviglia.