FE 2014 #1

Finalmente è tornata, conosco molte persone che si lamentano (perché va anche di moda lamentarsi da queste parti) ma io sono contenta quando torna fotografia europea. Perché mi giro la città a piedi, mi vedo un sacco di cose belle o brutte, interessanti o meno; ogni anno imparo qualcosa di nuovo.

E quindi quest’anno è ripartito il mio peregrinare, con ben 2 settimane di ritardo sull’apertura delle mostre ma con ancora un mese davanti. E ho pensato di cominciare con calma, senza informarmi troppo sulle mostre in anticipo e scegliendo di scoprirle sul posto, leggendo tutte le informazioni, le presentazioni e i dépliant mentre guardo le foto e cerco di capire cosa ne penso.

Quindi un po’ per caso sono partita da la mostra di Palazzo Casotti (se ci arrivate da Piazza Prampolini scegliete di andarci non da via della Croce Bianca ma dal vicolo più avanti..il taglio che si apre davanti agli occhi quando il cielo è azzurro come oggi, il sole splende, il fioraio ha la distesa di fiori fuori dal negozio e le cupole di S. Giorgio ti salutano dal viale successivo a me apre sempre il cuore). Questa sede quest’anno ospita la mostra le cui immagini fanno da copertina alla manifestazione, ossia:

Illusionismo Surreale. Fantasie fotografiche del primo novecento in Europa.

A metà tra una mostra di fotografia e una di storia, raccoglie le cartoline fotografiche che andarono di moda nei primi del novecento (1900-1920 ca.) come inizio della fotografia industriale. Cartoline d’amore, d’auguri, paesaggi, star del teatro, star del neonato cinema.

Bianchi e neri, sviluppati in bromuro d’argento, coi colori aggiunti a mano. Con montaggi, fotomontaggi, doppie esposizioni, costumi improbabili e quel surrealismo che nemmeno esisteva come parola ma che adesso non si può non riconoscere.
Giochi di carta e penna, di colla, di foto ri-fotografate, di dettagli con l’aerografo e di porporine per renderle iridescenti.

E’ una mostra che non ti aspetti, molto divertente, piacevole, senza la pretesa di un concettualismo esasperato; mi è sembrata la versione amarcord di certe le foto pazzesche super ritoccate e super artefatte che si vedono sui social network ma che un secolo dopo tutto sommato generano più sorrisi che derisione.

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