Dei viventi

“L’inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n’è uno, è quello che è già qui,l’inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti:accettare l’inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno,e farlo durare, e dargli spazio.”DSCN6154.JPG

(Italo Calvino, “Le città invisibili”)

Diomira

Partendosi di là e andando tre giornate verso levante, l’uomo si trova a Diomira, città con sessanta cupole d’argento, statue in bronzo di tutti gli dei, vie lastricate in stagno, un teatro di cristallo, un gallo d’oro che canta ogni mattina su una torre. Tutte queste bellezze iol viaggiatore già conosce per averle viste anche in altre città.

Ma la proprietà di questa è che chi vi arriva una sera di settembre, quando le giornate s’accorciano e le lampade multicolori s’accendono tutte insieme sulle porte delle friggitorie, e da una terrazza una voce di donna grida: uh!, gli viene da invidiare quelli che ora pensano di aver già vissuto una sera uguale a questa e d’esser stati quella volta felici.

I.Calvino

Le città invisibili

Distanze nuove

Nuove unità di misure per le distanze,per combattere le ansie. Per tenerle a bada.

Quanto dista casa tua? 14 giorni.

E 2 esami.

O 1 cielo rosa.

MurciaPlaza Santa Eulalia

Murcia
Plaza Santa Eulalia

Anche a Raissa, città triste, come un filo invisibile che allaccia un essere vivente a un altro per un attimo e si disfa… a ogni secondo la città infelice contiene una città felice che nemmeno sa di esistere

Le città invisibili

I.Calvino