Geometrie primaverili

Vi piace la geometria? A me si, parecchio..
Io amo la geometria, mi diverte, mi affascina e poichè 5 anni di università non mi sono bastati ho pensato che fosse ora di fare una dose di richiamo vistando la mostra su Piero della Francesca ospite a Palazzo Magnani: Piero della Francesca, il disegno tra arte e scienza.

Per la prima volta negli ultimi 500 anni tutte le copie manoscritte esistenti del “De Prospectiva Pingendi” insieme al resto del corpus teorico e grafico del maestro, conosciuto come pittore ma qui inquadrato come teorico, geometra e ricercatore di grafica e di matematica, studioso delle proporzioni umane e naturali.

Un viaggio molto affascinante, corredato dalle riproduzioni storiche dei suoi disegni,dalle ricostruzioni computerizzate e da una cornice importante di studiosi e artisti coevi  e successivi a Piero della Francesca che lo hanno influenzato con le loro rime intuizioni sulla prospettiva o ne sono stati influenzati cambiando per sempre il modo di rappresentare la realtà su una spazio bidimensionale.

Non è una mostra immediata, non si concentra sull’artista nel senso classico del termine quanto sull’umanista a tutto tonda, un uomo versato di matematica, disegno, arti grafiche, pittura ma anche economia e commercio. Merita una visita, anche se non si è appassionati di geometria, potrebbe essere l’occasione per riscoprirla, capirla un po’ meglio o se non altri ammirarne la perfezione.

FE 2014 #4

Era ora di puntare al bersaglio grosso, stavolta mi sono diretta verso i Chiostri di S.Pietro (che sono una sede espositiva incredibile, al momento vedo che stanno facendo dei lavori per sistemarla..penso stiano rimettendoci mano un po’ alla volta per non doverla chiudere al pubblico del tutto..ma è un tesoro della città che non si può assolutamente perdere).

In queste sede oltre alla biglietteria ci sono le mostre del circuito 0-25 liberamente visitabili gratuitamente al piano terra e al primo piano 3 delle mostre principali del Festival: Sarah Moon, Eric Lessing e Luigi Ghirri.

Luigi Ghirri: Pensare per immagini. Icone. Paesaggi. Architetture.

Io penso che questa mostra sia la risposta. A tutto. Tipo 42.
Per me già dopo i primi due collage di foto (cieli) poteva chiudersi tutto. Si era già detto tutto. Prendi incarta e porta a casa.
Avete presente quelli che ci comprano una reflex e poi cercano di imparare a fare foto artistiche?
Quelli che prendono elementi strani e li compongono per dire qualcos’altro?

Ecco. Tutt’altra storia! Fatevi un giro qui, guardate queste foto fate con macchine fotografiche normali, senza tecniche strane, senza creare dei set ad hoc per ciò che si vuole rappresentare.
In questa mostra non si usa la fotografia per dire qualcosa ma si fotografa ciò che si sta già dicendo..Sono le foto che farebbe chiunque in vacanza, quelle che fai perchè ciò che vedi ti parla, un paesaggio, una geometria che solletica il tuo cervello, un accostamento di colori che vedi per strada e ti fa dimenticare quello che stavi dicendo, una luce che ti apre qualcosa nella testa. In queste foto ci sono tutte quelle volte che dici: “guarda quel…….che bello…quasi quasi dovrei fotografarlo”. Ghirri le fotografava e fotografava come chi c’è dentro alla storia. L’impressione non è di avere una visione dall’alto delle cose, ma di avercela da dentro.

E’ semplice ed è potente. In un modo che non mi sarei mai aspettato, che sembra purificare la fotografia da tutto quello che poi ci è stato appiccato sopra (che a volte è pregevole, non si discute!).

Sarah Moon: Alchemies

Ho sentito parlare molto bene di questa mostra ma io non ne sono rimasta colpita, mi sono piaciuti alcuni paesaggi sull’estate indiana ma nel complesso l’ho trovata troppo cupa e un po’ troppo enigmatica (forse per colpa/merito della mostra precedente).

Sono curiosa però di vedere il percorso di foto prodotto per i Musei Civici di Reggio Emilia per poter confrontare e capire se è proprio la sua cifra stilistica o si tratta di una scelta legata al percorso monografico presente in mostra.

Eric Lessing: Il lavoro e i lavoratori dopo la guerra.
Dalla collezione MAST di Bologna.

Un po’ antologica..un po’ visto e rivisto, belle foto, però forse è un soggetto un po’ abusato negli ultimi tempi causa contingenze mondiali ed economiche.

 

L’enigma Escher

Magari non siamo tutti fanatici della matematica, della geometria o della prospettiva. Ma dovremmo..o dovreste..
Per una volta parlo di qualcosa prima di averla vista..capita anche questo.

Una mostra insolita che spero prometta lo stesso fascino del suo autore e di tutte le sue stampe: che sono portali che sono mondi che sono paesaggi che sono panorami che sono possibilità…
Matematica insomma.
Fateci un giro

Solo coloro che tentano l’assurdo raggiungeranno l’impossibile

M.C. Escher