Galanthus nivalis

Mancavi qui.
Ma ora ci sei.

Finalmente.
Direzione, coraggio e pazienza per mettersi in cammino.

Annunci

Favole della buonanotte

Ho inventato una fiaba.
Una fiaba della buonanotte credo.

Più che inventarla l’ho scoperta, mi è germogliata tra la testa e il cuore senza che facessi niente. Credo fosse per lì per te..nessun mago vegano però..

Fiori invece, molti fiori.

Il più bel regalo che mi hai mai fatto non lo posso toccare, non so nemmeno come è andato a finire ma il solo pensiero mi fa ancora sorridere il cuore più di qualsiasi altra cosa.
Forse scriverò la scriverò o forse la racconterò a me stessa prima di dormire..
Tu che faresti?

“Le fiabe non insegnano ai bambini che i draghi esistono, i bambini che i draghi esistono lo sanno già, le fiabe insegnano ai bambini che i draghi possono essere sconfitti coccolati!”

 

C’era una volta..

Cose che non ti dirò:

  • ho segnato le mie prime ore di straordinario, riunione alle 17, tu ne sai qualcosa. Stavolta l’ho fatto, segnate. Ero un po’ fiera di me. Lo sei anche tu?
  • ho visto Doctor Who lunedì pomeriggio, avrei voluto mandarlo a te quel messaggio stavolta.
  • la Chiara mi ha portato del gelato che io avrei voluto mangiare con te, ma le sono infinitamente grata.
  • continuo a pensare al tuo regalo di compleanno.
  • un mese fa io, te e un selfie con uno struzzo di plexiglass..quanto vorrei tornare indietro.
  • a forza di vedere i miei occhi rossi anche S. al lavoro mi tratta con gentilezza. Piccole conquiste. Di cui farei a meno.
  • devo mettere a dimora i gigli e i tulipani che abbiamo preso insieme.
  • C&L ora vivono insieme, è ufficiale, ma chissà quando potremo dare una sbirciatina nella casa finalmente pronta.
  • Non sono ancora riuscita a tornare in piscina, molto male. Ho paura di andare a fondo con tutto questo vuoto dentro. Imbarco acqua. Si può annegare a partire dal cuore? E tu resti a galla?

La verità è che vorrei dirti ogni piccola banalità che mi succede, che mi fanno arrabbiare, che mi fanno ridere. E non lo faccio. Cerco di amarti abbastanza da non farlo. Faccio bene? Scrivo qui, per provare a dissipare la nebbia, ad abbandonare qualche peso, a riprendere quota. Faccio male?

E più di ogni altra cosa vorrei dirti:

“Raccontami una storia, amore mio…”

Sapere di non sapere

Stava andando bene oggi.

Poi mi è tornata in mente la sensazione delle tue labbra sulle mie, il calore del tuo corpo quando appoggio la testa sulla tua spalla e il tuo braccio mi circonda e mi tiene stretta.

Stava andando bene la giornata..

..come se esistesse la possibilità di una giornata buona in questa nebbia in cui ti ho perso, non so cosa fare, non so come tenermi insieme.

Tornare a casa

Sabato ho conosciuto E. un’ospite della Casa della Carità di Cagnola (Castelnuovo né Monti). Ha 81 anni e una qualche forma di siturbo psichico, neurologico, fisico non meglio precisato e che non saprei definire con precisione.
Vive nella Casa da 41 anni, prima ancora era ospite in un manicomio o forse più di uno..non abbiamo indagato questo aspetto della sua vita. E’ orginaria di Montecchio e ha un fratello, evidentemente ancora vivo, che vive ancora lì e ogni tanto va a trovarla.

Quel giorno E. era felice perchè l’indomani sarebbe iniziato marzo e a marzo ci ha riferito che sarebbe tornata a casa, con suo fratello appunto, qualche giorno.

Ma non è proprio così, ha precisato la suora sorridente che la accompagnava, suo fratello le aveva detto che sarebbe tornato a trovarla a marzo non ha mai detto che l’avrebbe portata con lui qualche giorno.

Ma E. era convinta; la suora ha continuato spiegando che dopo 41 anni nella Casa, e chissà quanti altri prima passati in giro..dopo più di metà della sua vita lontana da Montecchio ancora quando ha un dispiacere, si arrabbia o è triste dice a tutti che vuole andare a casa, la sua casa, a Montecchio.
Casa sua è sempre lì per lei, anche se persino suo fratello le risponde dicendo: “E’ questa Casa tua”, intendendo la Casa di Carità.

Mi ha fatto venire voglia di tornare a casa, anche se la mia casa non l’ho mai lasciata.

Al popolo curdo

Kuminist

Nostalgy

 

I am far from my homeland
My country is far from me
The distance is painful.

I know the pain
But, I don’t speak with words
Words don’t live
As the tree of thousand years
That I left.
Words don’t go
How the words flow within the vein
of the world
The river that I left.
Words don’t slightly rise.
As the gazelle that I left on the mountain.
Words don’t give odor
As the most beautiful flowers of the world,
The flowers that I left.
Only those who are very much in love can love.
Only those who have a lot of nostalgia can dream
The distance is painful.
But, I don’t speak with words
Words cannot explain
The Paradise that I lost.

Dûr im ji welatê xwe
Welatê min dûr e ji min
Dûrî jan e.

Ez janê nasdikim
Lê belê nikarim bêjim bi bêje.
Bêje najin
Wek dara hezar salî
Ku min hişt.
Bêje na herîkin
Çawa diherike û davêje nav demar
ê cîhanê de
Çemê ku min hişt.
Bêje na hilperrin sivik
Wek xezala ku li serê çiya min hişt.
Bêje bêhn nadin
Wek kulilkên herî xweş li cîhanê,
kulilkên ku min hişt.
Tenê kê gelek evindarê karê hez bike.
Tenê kê gelek bêrî dike karê nigaş bike.
Dûrî jan e.
Ez janê nasdikim
Lê belê nikarim bêjim bi bêje.
Bêje nikarin vegotinkin
Bihîsta ku min wenda kir

Hevi Dilara