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Mi dovrei viziare

Dovrei viziarmi.

E’ arrivata la primavera ma fiori stavolta non se ne vedono.
Nuove cure, nuovi pensieri e nessun fiore.
Questo inverno è stato lungo abbastanza, ha stancato le mie ossa, il mio cuore e la mia anima.

Ho l’anima stanca, pallida, sfibrata, come il colore della mia pelle digiuna di sole.
La speranza è una condanna.
Sono così stanca. Mi siedo qui e riposo un po’. Andate avanti voi. Fate voi per un po’…anzi fate voi e basta.

Io mi preparo un tè, vi aspetto. Mi ritrovate qui. Magari un po’ meno sfiduciata.

 

I quaderni della fenice vol I

Mi sono fermata sulla soglia.
5 mesi dopo..ho finito quel quaderno, il primo quaderno della fenice, quello che mi ha visto bruciare, raccogliere le mie ceneri e ricostruirmi un pezzo alla volta.

L’ho terminato proprio ieri..e ora guardarlo mi rende fiera.
C’è tutta me stessa, tutto quello che mi è costato restare ferma immobile al centro della tempesta, non scappare, non cercare di resistere.
Piegarmi e forse anche spezzarmi, chiedere aiuto, rivestirmi della mia fragilità per riconoscermi in essa e conoscermi.

E ritrovo le persone, il senso di gratitudine, la voglia di guardare avanti, le speranze.
E mi vedo ora. Sulla soglia di tantissime cose meravigliose.

Cenere feconda.

Prima. Vera.

La prima.

Arrivata a sorpresa, vissuta bene? Vissuta male?

Andata bene? Andata male?

Un sacco di sorrisi..

Sentirsela fortissimo, benissimo, tantissimo..

La prima. Vera. La primavera.

E ora cosa si suppone che faccia?

Fare, aspettare, lasciare fare…non lo so.

Ma ha importanza?

I fiori non si preoccupano per la primavera..stanno pronti e quella arriva..