Consigli last second di visite non richieste

Anche quest’anno ci siamo, con un paio di settimane di ritardo rispetto al solito riaprono i battenti di Fotografia Europea, il festival diffuso che porta a Reggio Emilia fotografi e agenzie più o meno noti per avviare una riflessione su un tema specifico che quest’anno in concordanza con EXPO è Effetto Terra.
E quest’anno sempre sull’onda dell’entusiasmo EXPO il Festival si allunga fino alla fine di luglio snodandosi su 9 sedi espositive sparse lungo la città.
E così se qualcuno non sa cosa fare o non ha impegni per questo week end ho deciso di mettere nero su bianco la mia guida preventiva: non alle mostre, che mi riservo di presentare dopo che le avrò viste ma agli eventi che inaugurano il festival.
Pertanto se capitate da queste parti da venerdì sera dalle 19 alle 21 sappiate che l’ingresso a tutte le sedi di mostra sono gratuite, probabilmente questo causerà un effetto invasione quindi scegliete bene, i chiostri di S.Pietro (location principale nonchè sede di biglietteria) potrebbero essere impraticabili per folla; potendo io sceglierei un paio di location secondarie ma sempre suggestive: la sinagoga in via dell’Aquila e la Galleria Parmeggiani poco lontano.
Se intendete fare il biglietto consiglio di recarvi allo IAT in via Toschi piuttosto che ai chiostri, dovreste poter evitare la chilometrica fila che puntualmente si snoda dalla sede espositiva centrale.
Non mancate di passare dopo le 21:30 in Piazza della Vittoria dove Benny Benassi e One Drop presentano uno spettacolo di luci e suoni che animerà la piazza tutta la notte con dj set esclusivo dalle 23.
il sabato per gli esperti o gli amatori sono organizzate conferenze, lezioni e tour con gli artisti in tutte le sedi di mostra (consultabili sul sito info e orari dettagliati), per tutti gli altri passate da Viaduegobbitre, che all’omonimo indirizzo ospita un collettivo di artisti in uno spazio sempre molto intrigante per varietà e commistione di generi, o da via Roma, partendo dalla Biosteria della Ghirba per ricevere tutte le dritte utili a scoprire il progetto fotografico partecipato dell’omonima via.
Dalle 19 in occasione della notte dei Musei ritornano le iniziative di MOON che stavolta esagera con MOON till dawn: musei aperti tutta la notte, dj set, performance artistiche di vario tipo e genere fino al mattino della domenica con colazione al museo che non ho intenzione di perdermi.

Se tutto questo non vi è bastato ricordo che lo Spazio Gerra è una delle sedi di mostra gratuite per chiunque (per volontà della fondazione che lo gestisce) così come è gratuita la mostra parallela di Esko Manniko ospite alla Galleria Maramotti che è anche un’ottima scusa per visitare quest’ultima.
Di sicuro mi starò dimenticando qualcosa di bellissimo e interessantissimo (qualcuno ha detto la mostra di Piero della Francesca?) ma mi sembra comunque un buon punto di partenza, variegato e low cost per sentirvi invitati a fare un salto..e magari tornarci per visitare le mostre del festival con più calma.

Geometrie primaverili

Vi piace la geometria? A me si, parecchio..
Io amo la geometria, mi diverte, mi affascina e poichè 5 anni di università non mi sono bastati ho pensato che fosse ora di fare una dose di richiamo vistando la mostra su Piero della Francesca ospite a Palazzo Magnani: Piero della Francesca, il disegno tra arte e scienza.

Per la prima volta negli ultimi 500 anni tutte le copie manoscritte esistenti del “De Prospectiva Pingendi” insieme al resto del corpus teorico e grafico del maestro, conosciuto come pittore ma qui inquadrato come teorico, geometra e ricercatore di grafica e di matematica, studioso delle proporzioni umane e naturali.

Un viaggio molto affascinante, corredato dalle riproduzioni storiche dei suoi disegni,dalle ricostruzioni computerizzate e da una cornice importante di studiosi e artisti coevi  e successivi a Piero della Francesca che lo hanno influenzato con le loro rime intuizioni sulla prospettiva o ne sono stati influenzati cambiando per sempre il modo di rappresentare la realtà su una spazio bidimensionale.

Non è una mostra immediata, non si concentra sull’artista nel senso classico del termine quanto sull’umanista a tutto tonda, un uomo versato di matematica, disegno, arti grafiche, pittura ma anche economia e commercio. Merita una visita, anche se non si è appassionati di geometria, potrebbe essere l’occasione per riscoprirla, capirla un po’ meglio o se non altri ammirarne la perfezione.

Speranze sotto l’albero

Non sono mai stata così fiera dei miei regali di Natale, a volte dove c’è poesia c’è anche bellezza e dentro queste la speranza e l’incoscienza di un progetto che merita molta più ammirazione di quanta io sappia dire.

Per questo ve lo mostro e vi invito a lasciarvi conquistare.

K-Lab Official Site

Se avessi la metà di tanta semplice leggerezza..

e se ancora non vi basta ecco i miei auguri di Natale ritardatari.

FE 2014 #3

Terzo appuntamento e dicono che al terzo appuntamento le cose comincino a farsi interessanti..quindi anche io ho cominciato a spulciare la sede che di solito riserva le migliori sorprese. E anche quest’anno i chiostri di S.Domenico non deludono mai!

Divine Violence
Broomberg & Chanarin

Penso si tratti di un’anteprima mondiale del nuovo lavoro della coppia di autori “Holy Bible”. In particolare il lavoro nasce dall’incontro con la Bibbia di Bertold Brecht piena di foto, segni annotazioni e cose che apparentemente non centravano nulla col testo (ma che evidentemente per Brecht centravano eccome).
Da qui lo spunto per ripercorrere il libro dei libri tenendo a mente il principio del filosofo Adi Ophir secondo il quale Dio si rivela soprattutto nella catastrofe e le strutture di potere bibliche sono correlate con quelle delle governance moderne.

Questo progetto, finora era stato realizzato sono a livello editoriale, con l’aiuto del Archive of Modern Conflict (che non dev’essere un bell’album da sfogliare) ripercorre la’attualità e la sacralità, la violenza insita nell’uomo e i conflitti che il potere genera nella società ai quali ci siamo ormai assuefatti tramite una comunicazione sempre più spettacolarizzata ma impersonale.
Finora è una delle mostre più intellettuali che mi sia capitato di vedere; richiede uno sforzo non indifferente sia intellettuale che emotivo però è un esempio di come l’arte possa essere provocatoria con cognizione di causa; non lanciando strali e scandalizzando per il gusto dello scandalo, ma di una provocazione costruttiva, che parte dalla riflessione e dall’interiorizzazione di ciò che sta al di fuori di sè stessi. Se vi sembra poco..

The magical in passing
Herbert List

E’ bellissimo apprezzare le arti visuali senza il peso di doverne essere un estimatore di lunga data, conosco l’agenzia Magnum ma di certo non avevo idea di chi fosse Herbert List. E quindi mi sono gustata ogni singola foto come un dono insapettato.
Se dovessi indicare la fotografia come piace a me penso che lui entrerebbe nel novero dei miei preferiti senza dubbio.
La luce, la composizione, la classicità. Abbiamo detto tutto quello che c’era da dire per conquistarmi.
Le sue foto sono splendide, sono foto di dettagli, foto di istanti che passano..en passant..the magical in passing; foto che, come mi ha fatto notare qualcuno, se sono osservate da vicino non hanno nulla da dire ma se fai un passo indietro e le contempli invece di studiarle ti conquistano.
I corpi maschili, le composizioni still life e le esplorazioni nel Mediterraneo della Grecia, dell’Italia, dell’Andalusia..sono veramente squarci di luce, di magia, di quegli istanti che ti aprono dentro e poi svaniscono.
Forse solo i ritratti mi hanno lasciato più tiepida (però Anna Magnani..che ve lo dico a fare..)

FE 2014 #2

Collateralità da Notte dei Musei. Una marea di persone in giro per la città, mostre prese d’assalto, visite guidate, set fotografici d’autore, incontri con gli artisti.
E così mi sono rifugiata in una delle iniziative collaterali e parallele al Festival ovvero la mostra a Palazzo Magnani, organizzata dall’omonima Fondazione (qui per visitare il loro sito), dal titolo:Un secolo di grande fotografia che raccoglie i capolavori  FOTOGRAFIS Bank Austria Unicredit Art Collection.

Un percorso che ripercorre la nascita della fotografia come espressione artistica dalle primissime sperimentazioni agli anni ’60 con Arbus, Cartier-Bresson e a risalire Dadaisti, documentari..
E’ stato interessante, solitamente le mostre vertono attorno ad un artista, ad un movimento o ad un tema..per una volta invece il filo conduttore era semplicemente quello cronologico.

E già che c’ero ho fatto anche un giro a vedere i Nuovi Musei Civici. Io non me intendo di museologia, curatori, design d’interni o altro..però mi è piaciuto molto, finalmente aperto, finalmente sfruttato nella sua interezza.
Vedremo cosa sarà in futuro ma è un buon inizio.

FE 2014 #1

Finalmente è tornata, conosco molte persone che si lamentano (perché va anche di moda lamentarsi da queste parti) ma io sono contenta quando torna fotografia europea. Perché mi giro la città a piedi, mi vedo un sacco di cose belle o brutte, interessanti o meno; ogni anno imparo qualcosa di nuovo.

E quindi quest’anno è ripartito il mio peregrinare, con ben 2 settimane di ritardo sull’apertura delle mostre ma con ancora un mese davanti. E ho pensato di cominciare con calma, senza informarmi troppo sulle mostre in anticipo e scegliendo di scoprirle sul posto, leggendo tutte le informazioni, le presentazioni e i dépliant mentre guardo le foto e cerco di capire cosa ne penso.

Quindi un po’ per caso sono partita da la mostra di Palazzo Casotti (se ci arrivate da Piazza Prampolini scegliete di andarci non da via della Croce Bianca ma dal vicolo più avanti..il taglio che si apre davanti agli occhi quando il cielo è azzurro come oggi, il sole splende, il fioraio ha la distesa di fiori fuori dal negozio e le cupole di S. Giorgio ti salutano dal viale successivo a me apre sempre il cuore). Questa sede quest’anno ospita la mostra le cui immagini fanno da copertina alla manifestazione, ossia:

Illusionismo Surreale. Fantasie fotografiche del primo novecento in Europa.

A metà tra una mostra di fotografia e una di storia, raccoglie le cartoline fotografiche che andarono di moda nei primi del novecento (1900-1920 ca.) come inizio della fotografia industriale. Cartoline d’amore, d’auguri, paesaggi, star del teatro, star del neonato cinema.

Bianchi e neri, sviluppati in bromuro d’argento, coi colori aggiunti a mano. Con montaggi, fotomontaggi, doppie esposizioni, costumi improbabili e quel surrealismo che nemmeno esisteva come parola ma che adesso non si può non riconoscere.
Giochi di carta e penna, di colla, di foto ri-fotografate, di dettagli con l’aerografo e di porporine per renderle iridescenti.

E’ una mostra che non ti aspetti, molto divertente, piacevole, senza la pretesa di un concettualismo esasperato; mi è sembrata la versione amarcord di certe le foto pazzesche super ritoccate e super artefatte che si vedono sui social network ma che un secolo dopo tutto sommato generano più sorrisi che derisione.

A spasso me ne vo’ per la città..

Tempo di vacanze, di meritato riposo post-laurea, di passeggiate per la/le città e di progettini.
Quando si avvicina una scadenza importante rimando tutto il rimandabile dopo la fatidica data; nel caso di una laurea ho rimandato davvero una marea di cose. E ora premono tutte insieme e devo fare spazio, metterle in fila, esortarle ad avere pazienza..evaderò tutti gli ordini partendo da quelli più urgenti e spiacevoli..e finalmente arrivando a quelle cose che avevo voglia di fare da tempo senzamai concedermele veramente.
E qui entra in gioco Multiwalks.
Un progetto di riqualificazione urbana, promozione sociale e artistica a livello europea che si snoda tra Oslo, Londra e Reggio Emilia per ora coinvolgendo vari artisti lungo il percorso (per altre informazioni fatevi un giro qui).

A Reggio la scelta è caduta su Collettivo FX (come si definisce un collettivo di street artist/writer/attacchinatori?? Andandovi a vedere il loro blog  qui) e sull’area Nord (che è poi quella a Nord della Via Emilia), dietro la stazione, quartiere storico, nato per ospitare gli operai della Reggiane ai tempi che furono e ora uno dei quartieri più multietnici della città, con gente che vive a Reggio dopo essere nata in vari posti del mondo tra i quali anche Reggio è ben rappresentata. L’intero precorso comprende 6 murales ma poi camminando ne ho scoperto altri sconosciuti, colorati e bellissimi.

Adesso smetto di scrivere e ve li faccio finalmente vedere (non tutti però..per gli altri siete invitati a scoprirli di persona).

Selo

Bligny

 

 

 

 

 

 

 

 

Articolo 9 della Costituzione Italiana: La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.

(dal sito del collettivo FX)