Penserai ad un partenza

Ci ho messo 7 anni per ascoltarla senza pregiudizi.
Ma l’ho capito bene davvero solo in questa primavera.
Che è una partenza.
L’ho sentito davvero solo ieri.
Che tutto è nuovo e grande e importante.
E io sono qui.
Coraggio, direzione e speranza.

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I quaderni della fenice vol I

Mi sono fermata sulla soglia.
5 mesi dopo..ho finito quel quaderno, il primo quaderno della fenice, quello che mi ha visto bruciare, raccogliere le mie ceneri e ricostruirmi un pezzo alla volta.

L’ho terminato proprio ieri..e ora guardarlo mi rende fiera.
C’è tutta me stessa, tutto quello che mi è costato restare ferma immobile al centro della tempesta, non scappare, non cercare di resistere.
Piegarmi e forse anche spezzarmi, chiedere aiuto, rivestirmi della mia fragilità per riconoscermi in essa e conoscermi.

E ritrovo le persone, il senso di gratitudine, la voglia di guardare avanti, le speranze.
E mi vedo ora. Sulla soglia di tantissime cose meravigliose.

Cenere feconda.

E fu sera e fu mattina..61

“Insegnaci a contare i nostri giorni,
e giugeremo alla sapienza del cuore”

Salmo 90

Questa rosa si è dimenticata dell’inverno, del freddo, delle prime gelate.
Ha deciso di fiorire comunque, di non rinunciare a profumare, a illuminare di colore un giardino spoglio, di non rinunciare a godersi anche l’ultimo pallido e tenero sole mattutino di dicembre.

Ma lo sa che a dicembre le persone stanno chiuse in casa, non escono a guardare le rose..non si fermano ad annusare l’aria che sa di nebbia e smog. E non basta una rosa per cancellare quell’odore dalle narici e il grigiore dagli sguardi. Forse a questa rosa nessuno l’ha spiegato. Forse invece lo sa..ma in fondo, avrà pensato, se sei una rosa che puoi fare di diverso?
Cosa puoi fare se non fiorire, se non illuminare, se non pungere?
Può l’inverno essere una ragione sufficiente?
Non ci sono forse inverni in cui vale la pena fiorire lo stesso, esaurirsi nel fiorire, consumarsi, fiorire e colorare e profumare a morte? Che poi quanti inverni ci restano? E se fosse l’ultimo non avresti voluto vincerlo sbocciando?

A volte la sapienza del cuore è  accettare l’impotenza, di essere solo una rosa in inverno e fiorire lo stesso, di mettere tutta te stessa, di avere tutto il coraggio che serve, tutta la pazienza che esiste e tutto l’amore che possiamo bruciare.
Chi lo sa se la sapienza di una rosa non sia tutto quello che serve per il nostro cuore?
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Just saying

Ho provato a smettere di scrivere, per vedere se ci stava tutto dentro la mia testa, dentro al mio cuore, dentro ai miei pensieri.

Ma ho smesso di dormire, di nuovo.
Ho cominciato a parlare da sola, con te. Cioè con te anche se non ci sei..

(e quella notte su quella strada buia, un anno fa, con questa canzone e le stelle..chi eri?)

Non ci sono sconti, non ci sono scorciatoie, nessun black friday per rendere il dolore scontato, per svenderlo. Invece all’amore capita sempre.

Tutto questo io vorrei chiamarlo coraggio, questo silenzio, questo rialzarsi in piedi, questo tenermi stretta, questo chinarsi a cercare briciole di cuore negli angoli più remoti.

Vorrei chiamarlo speranza.
Ma la speranza è una condanna a fine pena mai e io vorrei solo un po’ di Grazia.

 

Se tacete, tacete per amore. Se parlate, parlate per amore. Se correggete, correggete per amore. Se perdonate, perdonate per amore. Sia sempre in voi la radice dell’amore, perché solo da questa radice può scaturire l’amore. Amate, e fate ciò che volete.
L’amore nelle avversità sopporta, nelle prosperità si modera, nelle sofferenze è forte, nelle opere buone è ilare, nelle tentazioni è sicuro, nell’ospitalità generoso, tra i veri fratelli lieto, tra i falsi paziente. E’ l’anima dei libri sacri, è virtù della profezia, è salvezza dei misteri, è forza della scienza, è frutto della fede, è ricchezza dei poveri, è vita di chi muore. L’amore è tutto.
S. Agostino