Pellegrinaggi

L’anno scorso ho iniziato a leggere “Alla ricerca del tempo perduto” di M. Proust.

Dopo averne tanto sentito parlare, dopo averne letto in altri libri (qualcuno ha detto Murakami?) ho deciso che ero pronta. Era il momento di iniziare la scalata.

Non sapevo ancora che stavo per cimentarmi nel romanzo più lungo del mondo (l’ho scoperto poco tempo fa). Sono rimasta un po’ intimidita dalla mole dei due volumi che mi si sono presentati davanti ma sull’onda dell’incoscienza a marzo dell’anno scorso mi sono lanciata. Ho terminato il primo volume ad agosto.

E ho assaporato dopo tanto tempo la fatica di un libro. Il Labor e la passione.

La metafora della montagna si è rivelata appropriata nel bene e nel male. Ho faticato, mi sono fermata ad ammirare il paesaggio, mi sono fermata per prendere fiato, incerta sulla strada, ho imparato a conoscere l’ambiente.
E così mi sono ritrovata a metà strada..poi il mio mondo si è sgretolato e le forze mi sono servite per piegarmi sotto lo tsunami senza farmi spezzare.

Ma quando le acque si sono ritirate ho ripreso il cammino.

Sono a poco meno di metà del secondo volume e istintivamente mi sono resa conto che il mio passo si è fatto più leggero, che le parole, i suoni e la sintassi che prima mi respingevano ora mi sembrano accoglienti come vecchi amici d’infanzia di cui conosco bene pregi e difetti.

Non mi blocca più la consapevolezza intensa di certe paginein cui ritrovo me stessa.
E soprattutto ho scoperto un nuovo modo di leggere, io che sono un compulsivo topo di biblioteca mi sono sorpresa a prendere tempo, a darmi tempo.
Proust mi sta insegnando la sobrietà e a suo modo anche l’umiltà (per quanto si può imparare l’umiltà da qualcuno che ha preteso di scrivere letteralmente il romanzo della propria vita) di accostarmi a qualcosa che non posso possedere tutto insieme, che devo necessariamente accogliere poco alla volta.

Credevo sarebbe stata un’epica impresa invece si rivela ogni giorno come un pellegrinaggio mistico.

Vedrò il panorama dalla cima.

Pause senza riflessioni

SavedPicture-2014121175225.jpgMi sono presa una pausa.
Io e internet ci siamo presi una pausa. Per pensare un po’ meno, un pausa senza riflessioni.

Una pausa per riflettere solo con gli occhi per farci specchiare dentro il mondo, le persone, gli incontri..con leggerezza.
Ho lasciato che questo tempo, tutti questi giorni si depositassero, non ho scritto nulla di tutto ciò che ho pensato, che avrei voluto scrivere.
Ho cercato di lasciare andare tutto, di non tenere niente per me.
Una gravidanza inversa in cui nulla cresce dentro di me ma lascio che cresca tutto fuori di me e lo lascio lì..

E ho letto metà della Recherche di Proust. E adesso mi trovo improvvisamente e inconsapevolmente piena.
Vuota a rendere.

Questione di tempismo

Ci sono persone ammirevoli che sanno domare il tempo, soprattutto quello altrui.
Sono esseri eletti che hanno l’indicibile dono di presentarsi alla pensilina dell’autobus esattamente 1 minuto prima che passi la loro corsa.
Io sono una di quella che toppa sempre di brutto.
Cerco di essere precisa, conosco gli orari e so bene quanto tempo impiego da casa mia al parcheggio scambiatore dove posso lasciare l’auto gratuitamente e prendere gratuitamente l’autobus; nonostante tutti questi accorgimenti io non ce la posso fare.
Se la mia corsa passa alle 8:12 e io parcheggio alle 8:10 puoi stare sicura che vedrò sfilare via il mio autobus nei 75 secondi che mi servono per uscire dall’auto e percorrere i 200 m che separano il parcheggio dalla fermata.
Se arrivo alle 8:13 ormai rassegnata all’idea di dover aspettare una decina di minuti e prendere la corsa successiva…idem perché l’autobus era in ritardo, non abbastanza da permettermi di prenderlo ma sufficiente a fare si che io lo veda passarmi davanti beffardo mentre sono ancora troppo lontana dalla pensilina per potermi anche solo mettere a correre.
Io invidio tantissimo questi rari e preziosi esseri umani capaci di un tempismo innato in armonia col resto del sistema, dell’universo o almeno dei servizi urbani della mia città. Quelle poche volte che è riuscito anche a me il miracolo mi sono sentita investita di una più alta benedizione; se, come dicono in tanti, la vita è anche questione di tempismo forse io dovrei iniziare a preoccuparmi.

 

Time Out

Un tempo per gli amici
Un tempo per giocare nella neve
Un tempo per passeggiare
Un tempo per la famiglia
Un tempo per lavorare
Un tempo per litigare
Un tempo per festeggiare
Un tempo per parlare
Un tempo per amare
Un tempo per cantare
Un tempo per la rabbia
Un tempo per lavorare
Un tempo per sognare
Un tempo per le preoccupazioni
Un tempo per la stanchezza
Un tempo per l’arte
Un tempo per essere delusi
Un tempo per fingere
Un tempo per sè stessi
Un tempo per le tentazioni
Un tempo per la noia
Un tempo per confidarsi
Un tempo per commuoversi
Un tempo per Dio
Un tempo per rimettere in ordine
Un tempo per Dio
Un tempo per astenersi dagli abbracci
Un tempo per pensare
Un tempo per riposare

E tutto questo tempo per guardarlo scorrere..
Se percepisci il tempo come un possesso ogni istante che se ne va e non tornerà mai ti riempie di angoscia, ma se percepisci il tempo come un’occasione continua e sempre nuova di spendersi ogni momento che arriva sarà un dono.

C’è un tempo per ogni cosa sotto il cielo

Da oggi per 30 giorni. Un tempo per ogni cosa. Per ricordarmi di dare alle cose giuste il tempo che meritano e accettare il tempo che alcune cose sanno prendersi da sè.

[1]Per ogni cosa c’è il suo momento, il suo tempo per ogni faccenda sotto il cielo.

[2]C’è un tempo per nascere e un tempo per morire,
un tempo per piantare e un tempo per sradicare le piante.
[3]Un tempo per uccidere e un tempo per guarire,
un tempo per demolire e un tempo per costruire.
[4]Un tempo per piangere e un tempo per ridere,
un tempo per gemere e un tempo per ballare.
[5]Un tempo per gettare sassi e un tempo per raccoglierli,
un tempo per abbracciare e un tempo per astenersi dagli abbracci.
[6]Un tempo per cercare e un tempo per perdere,
un tempo per serbare e un tempo per buttar via.
[7]Un tempo per stracciare e un tempo per cucire,
un tempo per tacere e un tempo per parlare.
[8]Un tempo per amare e un tempo per odiare,
un tempo per la guerra e un tempo per la pace.

Libro del Qoelet, 3