C’è un tempo per ogni cosa sotto il cielo

Da oggi per 30 giorni. Un tempo per ogni cosa. Per ricordarmi di dare alle cose giuste il tempo che meritano e accettare il tempo che alcune cose sanno prendersi da sè.

[1]Per ogni cosa c’è il suo momento, il suo tempo per ogni faccenda sotto il cielo.

[2]C’è un tempo per nascere e un tempo per morire,
un tempo per piantare e un tempo per sradicare le piante.
[3]Un tempo per uccidere e un tempo per guarire,
un tempo per demolire e un tempo per costruire.
[4]Un tempo per piangere e un tempo per ridere,
un tempo per gemere e un tempo per ballare.
[5]Un tempo per gettare sassi e un tempo per raccoglierli,
un tempo per abbracciare e un tempo per astenersi dagli abbracci.
[6]Un tempo per cercare e un tempo per perdere,
un tempo per serbare e un tempo per buttar via.
[7]Un tempo per stracciare e un tempo per cucire,
un tempo per tacere e un tempo per parlare.
[8]Un tempo per amare e un tempo per odiare,
un tempo per la guerra e un tempo per la pace.

Libro del Qoelet, 3

Speranze sotto l’albero

Non sono mai stata così fiera dei miei regali di Natale, a volte dove c’è poesia c’è anche bellezza e dentro queste la speranza e l’incoscienza di un progetto che merita molta più ammirazione di quanta io sappia dire.

Per questo ve lo mostro e vi invito a lasciarvi conquistare.

K-Lab Official Site

Se avessi la metà di tanta semplice leggerezza..

e se ancora non vi basta ecco i miei auguri di Natale ritardatari.

#Neknomination

L’Italia ha vinto l’Oscar. Olè! Ma adesso basta.
Concentriamoci piuttosto sulle cose serie: demolire una pericolosa moda, il “Necknominate”, e salvare tanti fegati e forse qualche vita attraverso l’uso dell’ironia e dei social network. 
Partendo da Soliera (Modena).

Il Necknominate, come mamma Wikipedia ci dice, è una moda nata inizialmente in Australia e poi diffusasi velocemente nei primi mesi del 2014 che in buona sostanza consiste nello scolarsi tutto d’un fiato una qualsiasi bevanda alcolica davanti la propria webcam, raccogliendo entro 24 ore la sfida lanciata da un proprio amico e rilanciando la sfida “neknominado” altri amici a compiere lo stesso gesto. 
E guai a chi rompe la catena!

Neknominate è infatti crasi di Neck + Nominate, ovvero “collo” (inteso come collo della bottiglia di birra) e “nomination” (inteso come quel termine che avete imparato vedendo le puntate del Grande Fratello).
Neckominate è quindi sinonimo di “scolati la birrozza tutto d’un fiato e poi nomina qualcun altro a fare la stessa stron***a”.

Scusate la parolaccia, ma questo simpatico giochetto ad oggi ha già fatto secchi 5 ragazzi; secchi come morti, fine, caput. Capite perché definisco questo giochino una emerita stronzata (cavolo, gli asterischi! Eccoli: ***)

Neck + Nominate = Neknominate
E la lettera C che fine ha fatto? Chissenefrega. Perché è proprio qui viene il bello…

Direttamente dalla sua cameretta di Soliera -in verità senza che nessuno l’abbia neknominato- arriva il buon Enrico Stradi (per gli amici “Enri”, per la sua fidanzata “Stradi”) che in contropiede gioca sulla C mancante, coglie l’assonanza con il Nek cantante e ribalta il meccanismo del gioco.

Oggi, A.D. 2014, esiste un valido motivo per il quale bisogna ancora fare i duri in webcam?

Ecco perché il video di Enrico, che unisce la componente ironica (giocare con la propria dignità vs. perderla con un finto machismo), quella dello straniamento contenutistico (da Neck a Nek) al surplus informativo-pratico-sociale insieme (non fate questo giochino mortale e da idioti), trova ben presto grande apprezzamento su Facebook. 
E qui entrano in gioco le logiche dei social network, ormai declamate da sociologi ben più ferrati di me che alle tre di notte scrivo questi pipponi clamorosi.

Logiche che fanno sì che il video di Enrico venga notato dagli amici di Enrico, che accolgono la sua sfida e si Nek-mettono-in-gioco.

Tra loro, i primi Neknominati, ci sono voci e volti noti di questa radio universitaria: Giulia Giordano (che ahimè ha reso il suo video privato) oppure Giacomo Iotti, che rompe una catena alcolica e raccoglie la sfida secondo il “nekmetodo” di Enrico

Giacomo “neknomina” a sua volta alcuni suoi amici ma poi, durante il programma che conduce su KRock -emittente FM locale emiliana- rilancia la sfida ai suoi soci di conduzione: Emanuela Bonicelli, Riccardo Pace e Andrea Zanni.

Qui viene il bello.

Riccardo Pace si esibisce su Facebook con una prestazione epica. 
Purtroppo non posso mostrarvi il suo video perché è privato.
Privato, ma non per tutti… Nella rete di amicizie di Riccardo e Giacomo c’è anche Francesco, professione attore e autore radiofonico per il Trio Medusa su Radio Deejay.

Ecco quindi che in pochi giorni la Neknomination alla Enrico finisce da Facebook a un network nazionale. Gradi di separazione? Dimezzati: 3 invece che 6.

Il Trio lancia la sfida ad Asganaway e Paoletta di Radio Italia. Che eseguono e rilanciano.
Ormai le “nuove” Neknomination nello stile Stradi sono un treno in corsa.

Un treno che corre talmente veloce che Andrea Zanni fa questo e manda in tilt il sistema

NOMINA NEK!
Una Neknomination a Nek, quello vero, quel Filippo Neviani nato a Sassuolo.
Nemmeno Enrico poteva arrivare a tanto.

Nek che, al di là di ogni snobismo da cantante di “successo” (un brutto morbo che ha colpito da tempo una gloria canterina locale, nei giorni scorsi avvistata in provincia di Imperia), a tempo di record risponde alla Neknomination, cantandosi da solo e rischiando di far implodere il sistema. Un po’ come quando cercate “Google” su Google.

Statene sicuri: considerando che Nek ha neknominato Linus e Biagio Antonacci, la storia andrà avanti ancora per qualche giorno…

Dal Sito web di RumoreWeb (radio universitaria di UniMoRe)

Di Paolo “Dellaradio” Colapinto

Articolo originale

 

Io vorrei postarvi il mio video, ma non ero sola quindi..non posso.
Però fidatevi, auto neknominatevi! E perdete un po’ di dignità!
Perchè nel 2014 a cosa serve fare video fintamente smargiassi in cui si beve una birra?